E’ da qualche tempo che ogni volta che in sottofondo sento la pubblicità di finish lavastoviglie, anche se non ci presto troppa attenzione, provo la stessa sensazione che si ha se si passano le unghie su una lavagna. la pubblicità esulta: ‘a 9 donne su 10 brilla il sorriso!’
a parte il fatto che a me brilla il sorriso solo quando torno dal dentista dopo una accurata pulizia dei denti, e quello si che è un sorriso soddisfatto, anche a mio marito – che carica spesso la lavastoviglie – non vedo sorgere nessun sorriso di soddisfazione dopo aver usato il detersivo finish.
eppure non ho letto molti commenti in giro contro la programmazione di una pubblicità così anacronistica e superata. non molti ci hanno fatto caso. eppure sono passati i tempi del bucato sempre più bianco, della donna regina del focolare domestico, possibile che ‘sti pubblicitari dopo ricerche di mercato costosissime arrivino sempre alla stessa conclusione? a chi cavolo è rivolta questa pubblicità? a me, che sono mio malgrado una mamma casalinga (come dico sempre una ‘stay at home mom’) dà fastidio e quindi se prima comperavo il detersivo finish, adesso quando lo vedo al supermercato sullo scaffale, lo associo alla ‘odiosa pubblicità maschilista’ e quindi non lo compro. è forse rivolta alla donna in carriera manager iperimpegnata? non credo, perchè a una supermanager che lavora dalla mattina alla sera non credo brilli il sorriso per una stoviglia brillante, quanto piuttosto per un contratto danaroso firmato.
ecco allora la mia domanda? i pubblicitari si sono bevuti il cervello? voglio vedere i risultati delle ricerche di mercato che hanno delineato il profilo della loro cliente ideale. se non li leggo di persona non crederò mai che esistano in italia donne soddisfatte per un lavaggio ben riuscito, e credetemi, non sono esistite nemmeno negli anni 60, se non nella mente di qualche pubblicitario.

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