In ‘quei giorni’ non succede un granchè, i veri casini ci sono nei giorni, nelle settimane precedenti.
I giorni di nervosismo, isteria e antipatia nei confronti di tutto e di tutti. Credete forse di essere rompipalle perchè non dormite la notte, dovete badare ai figli, al lavoro, alla casa, alle bollette al mutuo? No, care ragazze, non è solo per quello, è per colpa dei nostri cari amici ormoni, almeno così dicono gli specialisti quando ti presenti da loro e riferisci che nessuno ti sopporta più.
‘Sindrome premestruale, cara signora, non c’è molto da fare, è l’età che avanza, se vuole le prescrivo degli antidepressivi, così non rompe più a chi le sta intorno e la vita le sembrerà più rosa…’
Insomma non sono proprio le testuali parole, ma il succo è quello.
Io avrei un altro suggerimento terapeutico: proviamo a prendere il soggetto che soffre di forte sindrome premestruale, toglierle un po’ di incombenze quotidiane, toglierle qualche pensiero economico, portare a spasso i suoi figli per farla respirare un po’ e infine affidarle un lavoro che le dia soddisfazione professionale. Scommetto che all’istante la sindrome si allevierà e di molto. Il problema è che i test scientifici devono essere sperimentati e un’ipotesi del genere, per il 99,9 % delle donne affette da SPM, è impossibile da sperimentare.

Per fortuna che adesso cui pacchetto degli assorbenti ci hanno messo i suggerimenti su come stare meglio in fase SPM…
Naturalmente era “sui pacchetti”… sigh, mi sta venendo l’artrosi a forza di scrivere al pc…
corro subito a leggere gli assorbenti, una volta si leggevano le carte dei baci perugina, oggi ci siamo ridotte a leggere ilpacchetto degli assorbenti, sigh
)
a me vengono delle botte di vittimismo che non vi sto a raccontare, e anche qualche mania di persecuzione. in quei momenti mi aiuta solo la lettura fusiosa e compulsiva di mafalda. con la lettura degli assorbenti ancora non ci avevo provato….
Io ero un caso più grave. La SPM era arrivata a durarmi 28 giorni su 28. Depressione post-parto rimossa, ignorata, trascurata, trascinata e aggravata da anni di notti insonni. La mia vita era un inferno, ne risentivano i figli e tutta la famiglia. Qualche tempo fa avrei potuto darti ragione. Si può avere diritto ad essere isteriche, ma adesso so che è molto meglio non esserlo. Quando non si possono evitare le incombenze (perché fanno parte delle nostre responsabilità di mamme ed esigenze dettate da situazioni oggettive) allora dobbiamo scegliere: continuare ad essere isteriche o trovare il modo per non esserlo più. Personalmente benedico il giorno in cui ho deciso accettare e affrontare la realtà. Gli antidepressivi non ti fanno vedere la vita più rosa, ti fanno semplicemente tornare la persona che eri prima del tracollo. Ritrovi virtù che ti appartenevano e che avevi perduto, quali la pazienza, la tolleranza e il piacere di dedicarsi ai figli senza vederla come un’incombenza. E non è poco. Bisogna stare attente a demonizzare cose che possono essere di grande aiuto.
scusami, rape, non volevo essere insensibile.
la mia esperienza con gli antidepressivi, invece, è legata a un’esperienza dolorosa di molti anni fa.
Dopo gli antidepressivi ero intontita, rimbambita e … iterica. ho consultato una psicoterapeuta che con pazienza mi ha aiutata ad uscirne. ho ottenuto, grazie alla psicoterapia, un aiuto incredibile che le pillole non mi avevano dato, tutt’altro. capisco che ogni caso è diverso dall’altro, e mi spiace essere stata superficiale nel post.
p.s.: grazie per il feed, adesso funziona, si vede che in automatico blogger non lo aveva trovato: misteri dell’informatica.
credo che il discorso sugli antidepressivi dia molto interessante e mi conferma il fatto che a volte internet può servire a parlare di cose di cui di solito non si parla. qualche tempo fa ho sentito Alessandra Graziottin (la sessuologa mediatica che ha il pregio in Italia di toccare con grande naturalezza diversi argomenti tabù) diceva che gli antidepressivi sono come degli occhiali rosa che ci permettono di vedere la vita con più ottimismo in alcuni momenti altrimenti nerissimi. quindi un primo passo, un supporto per reimparare ad affrontare la realtà. anche la terapia in fondo deve essere così. io non li ho provati ma so come ci si sente quando il mondo ti crolla addosso. ognuno ne esce come può.
( e questi maledetti ormoni hanno la loro influenza, nel bene e e nel male)
@italianmom – Per il feed era colpa mia… avevo inserito l’url sbagliato! ecco perché non lo trovavi!!! Tutto risolto. Grazie per avermi inserito.
Per quanto riguarda la psicoterapia è utilissima, bisogna però arrivarci “prima” del tracollo, altrimenti da sola non basta. Ecco, diciamo che per me la psicoterapia sta all’omeopatia come gli antidepressivi agli antibiotici. Meglio le cure omeopatiche, ma quando l’infezione è in atto e grave bisogna prendere gli antibiotici.
Io avrei un altro suggerimento terapeutico: proviamo a prendere il soggetto che soffre di forte sindrome premestruale, toglierle un po’ di incombenze quotidiane,
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VANGELO!!
Ehm l’ultimo commento è mio
luviluvi
consiglierei anche: diamole lo stipendio dei suoi colleghi uomini, diamo anche al consorte i congedi “maternita” e poi se ne riparla…