Girano da qualche giorno le dichiarazioni che Sharon Stone ha fatto alla rivista Tatler riguardo Meryl Streep: ‘Lavora così tanto perché ha un look trascurato, con cui qualsiasi tipo di donna può rapportarsi‘, e poi rincara la dose: ‘sembra un letto sfatto’.
Le affermazioni, che la Stone ha poi detto essere state prese fuori dal contesto e mal interpretate, hanno suscitato non pochi dibattiti.
A me pare semplicemente che siamo in presenza di due modelli femminili agli antipodi tra loro che si rivolgono a un pubblico diverso: da una parte un’attrice sessantenne, che ha saputo maturare insieme al suo personaggio e nella quale in effetti ogni tipo di donna cresciuta con i suoi film si può identificare.
Dall’altra parte Sharon Stone, che a 51 anni non ha più ruoli da interpretare, pur avendo un viso e un fisico da far invidia a qualsiasi trentenne; vittima dell’immagine che si è creata, rimanendo così ingessata nel look ammaliatore che aveva 20 anni fa e che si ostina, seppur con successo finora, a voler interpretare all’infinito.
Credo che in questo periodo di dibattiti sull’immagine femminile il confronto tra queste due donne sia un buon esempio da mostrare ai nostri figli: due modi diversi di concepire la bellezza, la Stone che sbandiera la propria intelligenza sopra la media ma punta gran parte della propria vita professionale sull’aspetto fisico, mossa vincente fino a un certo punto, ma perdente in prospettiva. Nonostante i suoi 51 anni portati meravigliosamente, infatti, rimane pur sempre una ‘splendida cinquantenne‘, che per chi è seguace del velinismo equivale a metterci una croce sopra.
La Streep d’altro canto non si è mai fatta fregare dalla trappola del dover essere sexy per piacere al pubblico e adesso che ha sessant’anni non deve giustificare il proprio aspetto, perché ha molte altre cose più interessanti da raccontare.

L'unica cosa che fino a poco tempo fa si poteva dire a sfavore della Streep è che la sua immagine era molto legata a film iper drammatici e iper impegnativi (ho in mente "Kramer contro Kramer", per dire). Invece recentemente, con "Mamma mia" e "Il diavolo veste Prada", si è affrancata pure da quel cliché. Che dire di più? Immensa!
E credo che chi è stato impigliato nel proprio personaggio si roda il fegato osservando la serenità autentica di chi se ne è fregato. La Streep è un mito, senza tutte le zavorre dei miti.
Lanterna: concordo in pieno!
ciao Marilde, lo credo anche io, perché ormai è troppo tardi per cambiare il suo personaggio. ecco perché le generazioni nuove devono capire esempi di questo tipo, prima di seguire le stesse orme senza almeno averci riflettuto.
A me non piace la Streep come donna…..mi piace come attrice.
Invece la Stone non mi piace come attrice (a parte l'aspetto), non riesce ad uscire dai soliti ruoli dell femme fatale…..l'ultimo ruolo in catwoman le calzava a pennello.
Direi che il fatto che la Stone per invidia della Streep la critichi sul fisico, tradisce ulteriormente (incosciamente?) che per la Stone il corpo e' tutto, e su quello tutto si gioca.
Sono d'accordissimo con Nemo e quindi molto stupita dal commento della Stone, che sarebbe una intelligente. Insomma, il problema è della Stone che lavora poco, non della Streep. E se poi le donne si identificano nella Streep che male c'è? Perchè, al cinema si va a vedere solo le donne-modello irraggiungibili? E' tutto il ragionamento che fa acqua.
Mah, a che serve essere così intelligenti se poi si parla e si agisce da oca?
Comunque mi hai ispirato a scrivere prima o poi un post sulla nostra diva 60enne che ha fatto il paginone centrale di playboy.
La Streep è la mia attrice preferita, ormai è noto a chiunque mi conosca. E' in grado di interpretare QUALSIASI ruolo e la sua carriera ne è esempio lampante…
che dire. A' Sharon ma quanto stai a rosicà!!!!
Concordo.
mammasidiventa.ilcannocchiale.it