Tranquilli, non dirò frasi del tipo: ”ho il blog da 15 anni, ragazzi, e quindi ne so più di voi‘, o ‘lavoro in questo settore da 44 anni cosa credete!‘, ma vorrei tentare di fare una fotografia di quelli che sono oggi i blog delle mamme, i tipi di blog che leggo, frequento o in cui mi imbatto una tantum e dai quali fuggo a gambe levate. Se volete aggiungere qualcos’ altro, siete i benvenuti in questa categorizzazione che nasce dalla mera esperienza, non ho condotto quick poll né sondaggi telefonici:
- blog spontanei di mamme esauste, aperti per sopravvivere al baby blues o solo alla stanchezza dei primi mesi/anni di vita di un figlio;
- blog spontanei di mamme a cui piace scrivere/creare/raccontarsi e che la maternità ha reso ancora più creative (questo della creatività dopo essere diventate mamma è un dato di fatto che dovrebbe essere studiato più a fondo);
- blog nati a tavolino in qualche società editoriale, sono ben fatti graficamente, travestiti da blog ma in realtà dei siti veri e propri;
- blog perlustrativi di qualche società/professionista che vuole sondare il terreno ‘mamme’ (siamo un oggetto di studio, se non ve ne siete accorte, e non lo dico in tono negativo, onde evitare polemiche sterili);
- blog editoriali (ci sono quelli scritti talmente bene che generano romanzi veri e propri, penso ai bellissimi e vendutissimi romanzi pubblicati quest’anno, ma ci sono anche blog aperti per promuovere romanzi già pubblicati.)
come tutti i blogger anche noi mamme ci illudiamo di essere originali, purtroppo leggendo ultimamente una marea di blog al giorno mi sono accorta che ciò che credevo fosse originalissimo e soprattutto ironico nel mio blog, lo scrivono o lo avevano già scritto decine di altre mamme blogger, e quindi addio originalità, ma si può sopravvivere anche a questa rivelazione, senza troppi traumi.
un’ultima annotazione, all’interno di questa mole di blog mammeschi in crescita costante, ho individuato due tipi di blogger:
- blogger che rispondono ai commenti, magari non a tutti e nemmeno in tempo reale, ma comunque si vede un feedback da parte del blog, per intenderci, si capisce che è un blog vivo;
- blogger che non rispondono nemmeno se in calce al commento vedono la firma di Steve Jobs. Sui blogger che non rispondono rimango sempre con molti punti interrogativi: sono forse blog autogenerati da un computer? oppure sono scritti da autori talmente al di sopra di noi lettori che non ritengono di dover spiegare i loro post, ma a questo punto potevano semplicemente disattivare i commenti.



Non seguo un gran numero di blog mammeschi, anche perché vedo che sono in gran parte scritti da chi ha bambini piccoli (o comunque di bambini piccoli parlano) ed avendo figli più grandicelli mi piacerebbe avere confronto anche su temi che non siano la nanna, la pappa, la tetta si o la tetta no. Per quel che leggo, tuttavia, condivido la tua classificazione, e anch’io resto abbastanza sorpresa dal totale silenzio di alcune blogger. Capisco che rispondere implichi investire tempo ed energie, ma allora davvero, che senso ha attivare i commenti? Salvo non siano della mia scuola di pensiero, cioè di quelli che leggono i commenti perché affascinati dal mondo che si cela dietro di essi. Avessi le competenze, ci farei uno studio, sulla fenomenologia dei commentatori dei mommy blog. Mai pensato di tipizzare anche loro, o quantomeno quelli, per così dire, “estremi”? Secondo me ci sarebbe da scrivere parecchio. In fondo anche loro appartengono alla categoria delle mamme che scrivono.
ciao
ti rispondo subito per non ricadere nella categoria di quelle che non rispondono
man mano che i figli crescono anche io non riesco più a seguire i blog che parlano di pannolini, nanna, allattamento… che poi è quello di cui parlavo io all’inizio, ehm…
Quando qualche anno fa ho scoperto i blog “mammeschi” mi si è aperto un mondo…
ho scoperto che altre persone avevano provato più o meno le mie stesse sensazioni (spesso negative) con la nascita del primo figlio e questo mi ha confortata
In generale il blog l’ho aperto per raccontarmi e soprattutto per rileggermi dopo un po’ di tempo, tante cose si dimenticano
Adesso che, dopo 11 anni, è nato il mio secondo figlio, anche io parlo di pappe, cacche e pannolini, ma credo che questa fase passerà, no?
Per quanto riguarda i commenti, prima della nascita del secondo figlio rispondevo davvero a tutti; adesso ci metto giorni per rispondere (ma anche per postare) e qualche volta mi perdo qualche commento…
baci
Io non sopporto chi non risponde mai ai commenti, nooooooo
, ma il calore umano mi sembra una prerogativa fondamentale di un blog, soprattutto quando ricevi dei complimenti e almeno un grazie ci sta proprio bene.
Sarà che a me fare il blog mi piace proprio perchè posso chiacchierare dicendo che sto lavorando
Infatti poi, dopo qualche vano tentativo, quei blog lì non li commento più, anche se li leggo… ma diventano come quelle riviste che leggi solo quando non hai proprio niente di meglio da fare, ecco.
Sarà per quello che vengo sempre sul tuo blog ad ammorbarti, perchè tu mi rispondi sempre anche quando dico qualche scempiaggine!
eccomi mammafelice, vedi che rispondo sempre? anche a me piace quando si instaura un dialogo, è questo il bello dei blog e soprattutto è quel qualcosa in più che crea un’atmosfera diversa dai soliti magazine…
mammamanga: passa, tranquilla, questa fase passa
presente, io sono una di quelle che non risponde mai
commento (qui e ora) proprio per testimoniare che non c’è un vero motivo…..non rispondo ai commenti perchè……non so cosa dire o non ho niente da dire o non mi viene in mente niente da rispondere.
riflettete sul fatto che non tutti sono chiacchieroni dal vivo e, di conseguenza, possono esserlo poco anche per scritto. Io sono già una che se un vicino di casa m’incrocia e mi dice la classica frase fatta da vicino di casa……rimango ebetita perchè non ho niente da dirgli. Non sto dicendo che i commenti che ricevo sono come la frase fatta del vicino, sto solo dicendo che molte volte a me non viene niente da dire, punto. Soprattutto se, come spesso capita, i commenti si limitano a dire che il post è piaciuto. E mi fa piacere. Ma non so cosa dire!
Secondo motivo, non meno importante, è che sempre di più io leggo nei ritagli dei ritagli dei ritagli di tempo, mentre cuoce il sugo e uno dei due urla a 30 cm di distanza etc………..quindi leggo il commento,magari subito mi stimola anche qualcosina………..ma poi mi metto al pc magari il giorno dopo eh…lo stimolo è sparito.
accetto qualsiasi critica a questo che ho scritto
eccomi, non riesco a credere che non trovi niente da dire ai commenti ai tuoi post. spesso quando commentano fanno anche domande, o frasi che richiedono qualche spiegazione… lo constato in tutti i blog che leggo. non so, per me che sono riservata dal vivo molto più di quello che sono online, il rispondere ai commenti viene spontaneo, proprio perché temo che chi mi legge creda che non me ne freghi niente di ciò che ha scritto. nessuna critica, my, solo una opinione personalissima. ciao
mi viene in mente un esempio. se io non avessi risposto a questo tuo commento, potresti pensare che io non sia interessata alla tua opinione in merito a questo post, cosa che non è affatto e lo dimostro rispondendoti…. sono contorta lo so.
Ma io mi ricordo di aver ricevuto commenti di risposta da MY!
aspetta aspetta però.
tu scrivi post che stimolano un dibattito
e chi ti risponde partecipa ad un dibattito
io stesso ho scritto che aspettavo delle critiche e mi aspettavo una tua risposta
io scrivo post che mi escono dalle viscere, di cose personalissime che dio solo sa perchè vada a mettermi a nudo così tanto sul web. Poi un altro mi risponde che ha sentito i brividi leggendo, che è un bel post, che avrebbe potuto scriverlo lui…………..e io che devo dirgli?!?!??!!!?!?!??!?!
stiamo parlando di due mondi completamente diversi, secondo me
quando nei commenti mi pongono delle domande rispondo, a meno che non rientri nel dimenticatoio per problemi di cui al punto 2 (che, ripeto, sono all’ordine del giorno pure quelli)
ad esempio, altro problema
io ora esco dall’ufficio
e, se dio vuole, mi ricollegherò stasera nottetempo
ma forse anche no
e se ne riparla domani sera
come faccio a ricordarmi di venire qui a seguire il dibattito?
scrivo questo commento così mi ricordo
Io per esempio i post che mi interessa seguire li ‘marco’ nel Reader, così poi posso ritrovarli… le so tutte, eh?
ok, my, ho capito il concetto, io per esempio ho chiuso da tempo con i post personalissimi, proprio perché mi sentivo molto a disagio poi a leggere i commenti, e quindi cerco di affrontare argomenti generali o che interessano un po’ tutti. e devo dire che sono molto contenta di leggere i commenti, ecco perché poi cerco di rispondere…
mammafelice, le sai proprio tutte… attenta a non sforare nell’addiction però
)
Addiction io? Io sono la Regina delle Addiction. E’ il motivo per cui non ho mai provato droghe: sarei diventata subito tossicodipendente. Io SEMPRE divento addicted.
Per fortuna che però sono anche inconstante e volubile, così cambio spesso compulsione, e sono a posto
non avrei niente da aggiungere
commento solo per farvi sapere che sono tornata
anche senza feed!
che poi……………. io son una che se mi vien d’istinto di scrivere qualcosa non mi trattengo di certo……………dovreste saperlo perchè nei migliori dibattiti ho partecipato animatamente!
però se non mi viene non mi sforzo “solo” per buona educazione
Io ci rimango davvero male quando lascio un commento a qualche post e torno a controllare giorno, dopo giorno, dopo giorno, e la risposta non c’è! Non dico che voglio avere una risposta se ho scritto un semplice complimento, un salutino o qualcosa di simile. Ma se commento con una domanda, un’idea o qualcosa a cui si capisce che serve risposta… mi sembra proprio una questione di buona educazione.
Riprendo direttamente il post, perché mi viene in mente un’altra categoria:
…poi ci sono le mamme che scrivono solo per tirarsela: perché sono delle gran belle donne nonostante la maternità, perché hanno un bimbo ma sono in carriera, perché scrivono un libro (anche se sgrammaticato) e un grande editore glielo pubblica, perché sono ggggiovani e vivono il loro tempo senza essersi fatte fermare dalla maternità… avrei un esempio sulla punta della lingua, ma mi astengo dal fare nomi.
Comunque davvero alcuni blog sembrano vetrine promozionali. Per fortuna, invece, ce ne sono altri, come questo, dove si discute con intelligenza e allegria di cose davvero interessanti.
Piccola noticina: chiaramente non mi riferisco a tutte le mamme scrittrici, perché una parte della mom-lit è davvero piacevole.
mrs craddock, anche io la penso come te, alcuni libri di mom lit sono davvero piacevoli da leggere e scritti con intelligenza, altri si vede che sono stati fatti ad hoc, cioè senza troppa anima… ma qui si va sempre a gusti personali, è ovvio.
claudia, la penso così anche io, ma qui va poi anche a come uno usa il suo blog, ci sono persone che lo aggiornano una tantum e altre che postano anche 2 post al giorno, e quindi hanno più occasione di leggere i commenti lasciati.
Si, hai ragione, alcune persone aggiornano poco il blog. Però credo che ci siano ugualmente due categorie di blogger: quelle a cui piace rispondere ai commenti, sia che scrivano spesso o di rado, e altre blogger che forse i commenti neppure li leggono.. Chiaramente ognuno fa quel che vuole sul proprio blog e io leggo più volentieri le blogger che rispondo ai commenti. Ciao!
secondo me ci sono anche i blog siti di mamme che hanno magari cominciato con un blog personale e poi sono passate a un vero e proprio lavoro editoriale.i blog diciamo di servizio, di informazione, di contenuto generale.
e quelli fatti a tavolino dalle stesse mamme, che non è che perché sono mamme non possono avere un’idea di business.
comunque stiamo sicuramente assistendo a un’evoluzione molto rapida dei blog e dei blog mammeschi in particolare. intanto per il numero, che rende inevitabili ripetizioni e ridondanze, ma anche tribù e accorpamenti. poi c’è una evoluzione dei contenuti. sono molti quelli che stanno diventando dei veri e propri portali-siti. trovo tutto questo molto interessante, anche se a volte mi manca quello che avevo trovato all’inizio, ovvero l’analisi in forma letteraria di certi moti dell’animo. più volte sono entrata in crisi negli ultimi mesi e capisco anche perché tu abbia deciso di dare una svolta al tuo blog.
anche io ci ho pensato varie volte, ma poi l’idea di avere quello spazio libero dove sperimentare, ragionare e dire la mia liberamente (com’è difficile altrimenti) mi trattiene dall’abbandonare la mia isola e tutto l’arcipelago.
personalmente scrivo perché se non scrivessi annegherei nei miei pensieri.
certo, quelli fatti a tavolino per business, come dici tu non è che perché sono mamme non possono farlo… io notavo solo quelli che ‘fingono’ di essere blog di sfogo, di condivisione e poi dopo qualche post ti accorgi che dietro c’è altro. nessunissima polemica, solo mi piace farlo notare, perché magari chi li crea crede che i lettori ci caschino, invece credo che non ci sia genere letterario che abbia meno bisogno di finzione di un blog.
anche io ,piattini, ho ancora molto bisogno di chiarirmi le idee, ma la scrittura già di per sé è da sempre stata un aiuto per me, non devo sempre parlare di quello che accade a me e ai miei cari. quindi la nuova veste del blog è proprio un voler uscire da questo circolo che ormai per me aveva esaurito la sua ragione di essere: o chiudevo il blog, e sinceramente con le tante persone conosciute mi sarebbe dispiaciuto, o lo traformavo. ci provo, la sperimentazione è sempre istruttiva, comunque vada. ciao.
Questo post mi fa riflettere: ho un blog da circa un anno e ancora non ho capito che genere di blogger sono!
.
Solitamente rispondo ai commenti, tranne i casi in cui il commento evidentemente non richiede risposta (chi mi dice “sono d’accordo”, chi lascia un saluto). Ma ho un blog molto poco commentato… quindi non è così impegnativo
Per il resto, scrivo il blog come scriverei un diario di famiglia, ci metto le nostre attività, i miei interessi, le mie passioni, anche se sono per certi versi lontane da quelle di molte altre mamme-blogger. Non mi piacciono i blog troppo lamentosi, mentre apprezzo quelli stimolanti, che danno idee, che fanno riflettere. Mi piacciono pure quelli su un registro leggero, umoristico, anche se è molto lontano dal mio.
Denuncio a mia volta una carenza di blogger con figli un po’ più grandicelli, perché certi argomenti ti appassionano solo quando li affronti nella vita reale… mi dico che cresceranno anche i figli delle mamme che ora leggo, ma purtroppo i miei rimarranno sempre più “vecchi”…
Come utente mi appassionano i blog che lasciano trasparire l’esistenza di una vera famiglia, di una storia (o i frammenti di una storia) particolare, di un mamma che lascia tracce personali, non i portali che raccolgono di tutto un po’ (questi ultimi li trovo utili – a volte – a livello informativo).
Io ho aperto il mio blog su consiglio di una cara amica che mi aveva fatto notare come la mia esperienza di mamma adottiva avrebbe potuto essere preziosa per altre mamme…. e ne sono felice perchè così è stato!
E mi ha permesso anche di dare un’immagine “altra” dell’adozione, nell’immaginario collettivo troppo vicina ad un romantico romanzo d’amore genitori-figli, e nella realtà invece più simile ad un racconto splatter!
Un saluto a tutte le mamme!
gg
io a volte rispondo a volte no. dipende molto se il commento presuppone o meno una risposta. cioé se è solo un “sono d’accordo con te” oppure “hai scritto delle cavolate” di solito non rispondo, non credo la presuma. A me, per esempio, non piace chi pensa che perché viene sul tuo blog tu debba andare per forza a commentare il suo, mi sembra una roba clientelare. io vado su tutti i blog di persone che passano da me, almeno una volta, e magari ci torno pure, ma non sempre ho cose da dire e quindi preferisco tacere. Insomma, ok netiquette ma credo sia sano che non sia una roba meccanica, fine solo all’allargamento di una rete fasulla, ma reale e basata sulla voglia di uno scambio con quella blogger.