Siamo sicure di avere bisogno della ventisettesima ora? Intendo dire, la ventisettesima ora serve a noi o a chi ci sta intorno?
A tutti piace tanto appellare come wonder women le mamme lavoratrici, che sono talmente allenate che in una giornata riescono a fare cose che voi umani diluite in tre giorni normali. E le suddette mamme/lavoratrici/wonder women si sono calate talmente nella parte che non riescono a non recitarla.
Mi chiedo se qualcuna delle donne che reggono da sole le sorti di famiglie/aziende/italiaintera rinunciando a vivere una vita vera abbia mai provato a dire in famiglia: ‘Quest’anno il corso di nuoto non si fa, perché non ce la faccio, non ho tempo’, oppure ‘Sabato lo passo davanti alla tivù perché voglio riposarmi, quindi niente gita fuori porta’ oppure ‘Niente centro commerciale a fare la spesa, ci andrò un’altra volta, oggi si mangia pasta al burro…’ Non oso nemmeno scrivere l’equivalente da dire sul posto di lavoro, perché in passato ci sono già cascata e mi sono beccata insulti a non finire, per cui non ci ricasco…
Insomma, quante donne/lavoratrici/madriperfette mettono davanti se stesse di tanto in tanto e provano a vivere una vita non a 100 all’ora?

Io lo faccio. A volte mi ci sento pure in colpa….:(
io non lo faccio. o lo faccio soltanto quando arrivo all’esasperazione, e sempre su cose piccole, del tipo: stasera se volete mangaire cucinate voi. e a metà della preparazione, sono già in cucina a dare una mano. xchè se no mi sento in colpa come bismama.
forse non abbiamo bisogno della 27° ora, ma di imparare a spezzare il circolo vizioso: lavoro tanto – nessuno lavora tanto e bene come me – non mi aiutare perchè non lavori tanto e bene come me – non posso fare nulla per me perchè devo fare per voi – nessuno può sostituirmi – come odio che nessuno possa sostituirmi …e via dicendo.
chi l’ha detto che nessuno può sostituirci o che i giocattoli non possono rimanere per terra fino a domani??
solo noi
basterebbe convincersene
io ho ancora tanta strada da fare in questo senso
io me ne sono convinta e infatti se vieni a casa mia cammini su alcuni strati di lego sparpagliato in giro….
quando lavoravo in Ikea, 40 ore settimanali, a 100 km da casa mia, riuscivo a fare le stesse cose o quasi che facevo quando lavoravo a 20 ore settimali; questo spiega che, se io avessi anche 30 ore giornaliere, avrei sempre il fiatone per le cose da fare.
Da qualche anno, mi riservo, in maniera flessibile del tempo riccamente “perso” da sfruttare come meglio credo al momento e senza nessunissssimo senso di colpa, anzi!
fr