Il divorzio di Dooce e il mommyblogging

Dopo averci abituate a sapere i pensieri più intimi, istinti suicidi compresi, Dooce (Heather Armstrong) ha raccontato ieri sul suo blog che si è separata dal marito che, tra l’altro, è anche suo socio nel business che il blog ha creato.

Sono la prima a ritenere che i blog abbiano un effetto terapeutico, ma sono convinta anche che la parola intimità abbia un significato importante per una mamma e in particolare per i propri figli, che vanno protetti da morbosità e curiosità di sconosciuti che ti leggono. Dooce in molti anni di blog ci ha detto tutto, sappiamo che anni fa è stata ricoverata per una brutta depressione, abbiamo seguito le sue due gravidanze… E adesso ci ha raccontato la fine del suo matrimonio. Non la invidio per lo scossone che sta vivendo, ma leggerlo così, su un blog, mi ha fatto riflettere una volta di più sul mommyblogging e su come in alcuni casi, l’intimità familiare viene spiattellata sullo schermo in pasto a chiunque… a favore di google analytics.

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Commenti

  1. concordo perfettamente cvon quanto esprimi tu.

  2. Lucia dice:

    Credo che si tratti più semplicemente di approccio culturale: gli americani (è americana vero?) hanno più facilità di comunicazione e meno remore intimistiche per quanto riguarda le loro vicende personali. Io sono d’accordo con te, ma credo non ci sia malafede nell’impronta del blog.

    • ITmom dice:

      mmm, sul fatto che lo facciano solo gli americani non sono d’accordo, dopo cinque anni di letture quotidiane di blog mammeschi italiani…. devo dire sconsolatamente che il raccontare senza pudore fatti privati per aumentare l’audience succede anche qui. e il bello è che l’audience aumenta proprio così.

      • Lucia dice:

        si, in effetti esiste anche in da noi, con molta più malizia, io analizzavo solo la tipicità americana (ma poi mi chiedo: siccome notoriamente loro sono più avanti, non è che tra qualche anno saremo invasi anche noi da deliri di gossip? lo siamo già?:-)

  3. Arianna dice:

    Io Dooce non la conosco, ma se il business del suo blog o semplicemente il suo blog gira intorno alla sua vita familiare, trovo normale che ne parli. E’ come dire: è successo questo quindi attualmente siamo influenzati da questo fatto. Poi c’è da vedere come se ne parla: ripeto che non leggendola non la conosco, ma un conto è dire “è successo che c’erano dei problemi e quindi dopo attenta riflessione abbiamo optato per la separazione” e un conto è dire “yeeeeh, ci siamo separati! oggi incontro il mio avvocato e gli dico questo e quest’altro, spero non rompa le balle per passarci l’assegno di mantenimento, ovviamente i bambini e la casa e i cd restano tutti a me”. Insomma, secondo me il fulcro del “problema” non è cosa racconti, ma come lo racconti. Si può essere discreti e si può essere inopportuni, a seconda.

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