Ormai sono nella fase ‘dispensiamo consigli’. Dopo 11 anni di maternità ho passato le tappe canoniche di ogni mamma, non parlo più di notti insonni, anche se ne ho parlato per tre lunghissimi anni (tanti sono stati quelli in cui il secondogenito non mi ha fatta dormire), non parlo più di scioperi di asilo (perché dell’asilo quello è ciò che mi è rimasto più impresso) e inizio a dispensare consigli e suggerimenti sulla scuola. Ho finito il ciclo primaria con il grande e iniziato il nuovo turno, della serie ‘fuori uno, dentro l’altro’.
Ecco perché quando a gennaio vedevo le mie amiche affannate tra open days e raccolta di informazioni sulle scuole della zona un sorrisetto sadico mi saliva alle labbra, della serie ‘almeno questo ho già dato’.
Sulla prima elementare, momento importantissimo anche per noi genitori e non solo per i pargoli, ho capito due o tre cose, del tipo che inizia la vera competizione tra genitori su chi ha il figlio più bravo (anche se nessuno lo ammetterà), che le mamme che lavorano si sentono sempre più in colpa per non poter partecipare a tutte le millemila riunioni insegnanti/genitori (credo che siano state inventate apposta), che la merenda è sempre uno stress e che, last but not least… i bambini vengono inquadrati una volta per tutte, lo dico con amara leggerezza, ma dal mio punto di vista questa è una delle più grandi torture che noi educatori imponiamo ai nostri bambini… Se volete leggere i miei consigli ‘seri’ su come affrontare la prima elementare, li ho scritti nella nuova sezione dedicata alle mamme di Margherita.net.

letto, superando il momento di repulsione quando ho visto la testata del sito
– vero, concordo in pieno, molte cose le ritrovo anche in terra di albione pari pari
? la testata del sito?
scusami non sono piu’ ripassata a commentare. Si, la testata, nel senso di “heading”, intendo l’apoteosi di rosa con le imperdibili rubriche su modacapellibellezzadimagrire… e oroscopo, signora mia, mai sia che mi perda l’oroscopo
Mi spiace, è che il fucsia è il mio colore preferito e le rubriche di cui parli sono le più richieste da quando l’abbiamo creata nel lontano 98. Ma de gustibus… se provi repulsione, non leggerlo. Non voglio avere nessuno sulla coscienza
lo so lo so, e’ un problema tutto mio
Ciao IT, sarò banale ma normale, credo; i miei figli sono andati alla scuola elementare che io ho frequentato qualche anno fa. Li c’è il turno unico, ossia fino alle 13,30; si seguono i programmi scolastici raccomandati dal Ministero, si fa la merenda alle ore 11,00 in genere con il ciambellone fatto dai nonni o da me; si danno compiti nella maniera giusta escledendo il sabato, si fanno gite scolastiche e lavoretti per racimolare soldini extra per attività poco extra e, soprattutto, ha Stefano e ha avuto Giacomo, delle INSEGNANTI che INSEGNANO.
Risultato? Io ho legato con pochissime altre mamme: mi lamento troppo poco delle maestre, non faccio gossip, e magari il mio primo pensiero non è proprio il regalo di natale…sono deprecabile!
io ho adottato lo stesso tuo atteggiamento, ma lo ho imparato tardi, diciamo che adesso con il nuovo giro di elementari tutto è più semplice, ho preso le giuste misure e, lo ammetto, spesso passo per la mamma distaccata, ma davvero non ho il tempo né la voglia di chiacchierare fuori dalla scuola ingigantendo problemi che il più delle volte è meglio parlare con la maestra. e devo dire che la vita scolastica presa con il giusto distacco è più semplice anche per noi genitori.
Io ero andata in ansia per la scelta della scuola materna, figuriamoci quando mi toccherà pensare a quella elementare
tranquilla, Silvia, poi ti mancano le scuole medie e le superiori. poi sei a posto, di solito l’università se la scelgono da soli…
…..allora, uno dei miei ragionamenti all’epoca è stato questo: “io vivo in provincia, una provincia mooolto sonnacchiosa, se magari riesci a parlare di metodo Montessori ti guardano come una marziana, di corsi di lingua suppletivi tenuti da madrelingua, ma neanche a parlarne ovviamente” quindi mi sono concentrata sulla struttura scolastica che io stessa avevo frequentato da piccola, e con mia sorpresa mi sono accorta che il corpo insegnante è costituito da insegnanti consapevoli e coscienziose che amano il loro lavoro ed i bambini. Certo, non è il top, la scuola ha delle carenze etc….ma dopotutto, sono proprio contenta così.
francesca
Una piccola appendice: come giustamente dice IT, poi ci sono le Scuole Medie e le Superiori. Io ho un pochino semplificato, ma ad esempio, se le Scuole Medie non riescono a dare una buona Base, ci saranno poi difficoltà nelle Superiori. Un discorso però limitato alle grandi città, mi spiego; se si vive in una cittadina o in paesino in cui la scelta è limitata, poche persone hanno la reale possibilità di portare i figli fuori, con tutte le conseguenze di socializzazione che comporta, e questo sarebbe un altro argomento. differente invece in una grande o media città in cui l’offerta è maggiore e quindi si hanno maggiori/forse, possibilità di scelta.
sulla scuola media concordo. è la base per fare poi serenamente le superiori. quando sento di problemi ai licei di solito è perché le medie non sono state fatte bene. hanno un programma bello tosto, i genitori non devono sottrarsi ad aiutare nel metodo e nello studio i figli, almeno all’inizio delle medie. sarà un aiuto che si porteranno dietro. soprattutto nel caso in cui le medie non hanno insegnanti all’altezza. meglio aiutarli adesso per avere dopo un futuro pià sereno alle superiori.