Quando ho fatto la mia prima impacciata intervista a uno scrittore era il 1999 e Mondadori presentava un piccolo gruppo di autori che avevano messo online il loro sito internet. Caspita! direte voi. Ma stiamo parlando di 13 anni fa, quando le aziende ti guardavano sorridendo quando gli proponevi di fare un sito e rispondevano categoriche: ‘Un sito internet? Ma io investo tutto sui giornali e alla tv, mi basta e avanza’.
Comunque, a parte le frecciatine che mi vengono spontanee, quello scrittore era Andrea De Carlo e stava scrivendo un romanzo ‘davanti ai suoi lettori’ (voleva in sostanza lasciar entrare virtualmente i lettori nella stanza dello scrittore), diceva che scrivere in epoca di internet era come stare alla scrivania con la finestra aperta sul mondo. E aveva ragione, una finestra dalla quale puoi prendere spunti e ispirazioni. Su questo ci abbiamo riflettuto molto e continuiamo a farlo tutti i giorni, soprattutto per la mancanza di concentrazione causata dal rumore continuo che proviene da quella finestra aperta. (Mi piacerebbe chiedergli oggi se quella finestra l’ha chiusa, come hanno imparato a fare molti scrittori per potersi concentrare).
Ma oltre a ciò che ci arriva da quella finestra, ultimamente ho riflettuto a quanto facciamo vedere a chi ci passa davanti. (Dico noi, intendendo bloggers, non pensiate che mi stia allargando troppo).
Ho letto negli ultimi giorni dei bellissimi post di bloggers che seguo, davvero coinvolgenti… che raccontavano vicende e sentimenti privatissimi. E allora mi sono chiesta: ‘Ma quanto dobbiamo far uscire dalla finestra di noi e del nostro privato per tenere i lettori attaccati al nostro blog?’ Non sarebbe il caso di tirare le tende ogni tanto?




Mi ricordo come all’inizio, grazie anche all’anonimato, mi era più facile scrivere e lasciar aperta quella finestra. Non molto in realtà, ma perchè credo di essere io così di carattere.
“Là fuori” (nel web) c’è di tutto. Ed è vero si leggono cose privatissime che difficilmente io riuscirei a scrivere.
Non so itmom, secondo me ci sono ancora persone che non hanno ben capito che cosa voglia dire mettere fuori in rete i fatti privati. A me da come l’impressione che molti non abbiano capito che scrivere nel web vuol dire aprire la finestra, la porta e quant’altro agli occhi di tutti.
Ciao Elena,
Quando mi capita di imbattermi in post di tanti anni fa che raccontano cose personali mi chiedo come sia cambiato nel frattempo chi l’ha scritto e se ha piacere di vederlo ancora li. Ma spesso ce ne dimentichiamo e nonimmaginiamo che qualcuno possa sapere cose di noi che magari oggi non vogliamo piu raccontare….
Io quando mi rileggo mi faccio tenerezza. Un po’ però mi fa anche piacere, perchè ci sono post vecchi ma molto spontanei, che mi ricordano come ero una volta.
il tempo passa molto veloce anche per me sui blog e pensare quanto è passato dal primo post e quanto sia cambiata la mia vita in questi anni mi fa un certo effetto.
… io scrivo in rete da poco per cui non ho ancora il problema di non ritrovarmi in quel che ho scritto in post “datati” ! Un po’ di attenzione ci vuole , questo è certo. Spero di rileggermi tra un po’ provando solo un po’ di tenerezza, come dice Veronica, per quel che raccontavo di me un tempo.
poi ci fai sapere, ale, vedrai come passa velocissimo il tempo raccontando la vita nei post