Io le osservo le mamme, in vacanza e in città, e ormai mi sono fatta l’occhio. Quando sento i bambini che fanno capricci, di quelli che ti fanno torcere le budella, e accapponare la pelle, osservo la reazione delle loro mamme.
Ci sono quelle che fingono indifferenza, io non ci sono mai riuscita, la noto soprattutto nelle mamme inglesi o tedesche (per la mia esperienza), non so perché, credo dipenda dal modo in cui sono abituati a comportarsi in pubblico, non far trapelare emozioni né fare rumore per educazione. Cosa che a noi mamme italiane non importa poi molto, quando andiamo all’estero ci facciamo riconoscere per il volume della voce nei luoghi pubblici, e quando ci rivolgiamo ai nostri figli sembra che siano a 10 m di distanza anche se sono al nostro fianco.
Ecco, io le mamme che fingono indifferenza di fronte ai capricci dei loro figli non le ho mai capite, cioè apprezzo il fatto che non urlino così non aggiungono rumore al rumore, ma proprio non capisco come facciano. Io quando ho le urla di bambini capricciosi nelle orecchie, con tutta la buona volontà, non riesco a fingere indifferenza, quando al supermercato i bambini erano piccoli e si buttavano per terra in preda a delle crisi isteriche (poche volte, ma è successo), non riesco ad andare avanti come faceva la mia amica inglese e lasciarli per terra a contorcersi.
Non so alla lunga quale sia la tecnica migliore, ai fini educativi intendo, ma dal mio punto di vista ho sempre pensato che se un bambino chiede attenzione e tu non gliela dai, passa il messaggio che lui non sia importante per te. Non lo so, voi cosa ne pensate e come vi comportate?



Io li ho lasciati spesso per terra a urlare e contorcersi come fossero posseduti! Soprattutto quando siamo fuori casa… e questo nonostante il mio sangue “terrone”
L’ho fatto e lo faccio, perché una mia nipote da piccola si buttava per terra urlando se le cose non la soddisfacevano e dato che così otteneva tutto ha continuato a comportarsi in questo modo anche da adulta (ormai a quasi 23 anni!!).
Spiego sempre ai miei bambini che devono respirare e poi parlarmi normalmente, senza urlare né frignare, altrimenti non capisco cosa vogliono e non possiamo discuterne insieme… naturalmente non sempre funziona, ma almeno ci provo.
io quando avevo a che fare con bambini piccoli in preda a crisi isteriche non ce la facevo proprio a vederli piangere… era un istinto più forte di me e li consolavo, li abbracciavo… tutti intorno a dirmi che così li viziavo. Oggi sono i bambini più educati del mondo (;) cuore di mamma) insomma, non proprio i più educati, ma da quando hanno raggiunto l’età in cui gli si può spiegare non hanno più fatto quei capricci, perché ci si può discutere e spiegare. Credo tutto dipenda da come è la mamma, se ha i nervi saldi e riesce a tollerare i pianti disperati per far loro capire che non servono a nulla, fa bene a farlo. ma se i nervi non sono saldi, come non lo erano i miei, ho capito che non avrei potuto fare diversamente.
Brava…complimenti! Prendo spunto
!
poi dimmi, che mi interessa il punto di vista di altre mamme. se c’è una cosa che ho capito è che nell’educazione dei figli non c’è solo un metodo giusto di educazione, ce ne sono tantissimi, quante sono le mamme
Io sono a metà. Nel senso che dipende dall’ età, da quanto sono già stanca io, da quanto mi hanno già sfrantecato o tolto il sonno nelle 24 ore precedenti. Certe volte li contengo fisicamente e gli parlo sottovoce. A volte faccio un urlaccio. In genere trovo che qualsiasi sia la reazione, quindi anche quella della finta indifferenza, sia solo un tentativo disperato di evitarne una peggio. Ovvero, una volta che mia madre mi rimproverava che se grido ai figli a loro non piace e ci patiscono, ho risposto che in quell’ occasione sono bambini fortunati perché l’ urlo è l’ unica cosa che mi trattiene dalla furia omicida, se non urlassi li avrei già picchiati o buttati dalla finestra, il che, ne conveniamo, è molto peggio per tutti.
Una volta comunque che c’ era un capriccio infinito su un bicchiere di latte, gli ho semplicemente e con molta calma rovesciato il latte in testa. Lui si è messo a piangere, io l’ ho abbracciato chiedendo scusa e spiegandogli però perchè l’ ho fatto e da allora è rimasto un episodio.
Quando orso invece adesso si fa venire lui un attacco di rabbia, di solito ne parliamo. Tipo l’ altra sera aveva fame ma la tirava lunga per apparecchiare e quando l’ abbiamo costretto ha posato con forza una bottiglia sul piatto rompendolo. Noi sempre calmi abbiamo detto che non sapevamo bene come reagire a una cosa del genere, cosa ci consigliava lui se fosse stato una mamma il cui figlio faceva cos`^, lui ha proposto una punizione da Topolino, scrivere 2000 volte una frase edificante, noi abbiamo detto che non ci crediamo e che forse è meglio cercare una parola d’ ordine da urlare quando uno dei due si accorge che sta per perdere la pazienza. Rabarbaro è troppo lunga, abbiamod deciso per banana. Adesso vedo se funziona e ti so dire.
Io mi rendo conto solo adesso che ho raggiunto uno pseudo equlibrio (nel senso che dormo la notte e quindi tutto è più facile) di quanto isterica fossi negli anni passati. Ho urlato troppo, e adesso che ho autocontrollo mi rendo conto di quanti urli riesco a risparmiare parlando e spiegando. Ma è facile adesso che dormo, e soprattutto che i figli sono ‘ragionevoli’. Non tornerei indietro per nulla al mondo, lo posso confessare?
Same here, sister. D’ altronde la deprivazione di sonno è una delle più note rpatiche di tortura
Anche io tendo ad avere l’atteggiamento di Murasaki. Soprattutto con First che ha ormai 8 anni. Con second è più difficile ma ora che ha “già” tre anni si comincia a dialogare di più. Lei è più testarda e meno accondiscendente e, di conseguenza, anche il mio atteggiamento spesso è diverso però il più delle volte la lascio urlare fino a spaccarmi i timpani.
Anche a me è capitato di lasciarli per terra al supermercato, ma mi è anche capitato di fare un’urlata. Sono una via di mezzo a seconda delle situazioni e del mio stato d’animo. Ci sono giorni in cui ho più pazienza e giorni meno. Però se è un capriccio fine a se stesso, non dovuto a stanchezza o a richiesta di attenzioni, allora ignoro. Oppure spiego e poi do un ultimatum tipo: te lo spiego l’ultima volta poi basta, puoi scegliere tra mela o pera e nient’altro, il regalino dalla macchinetta non te lo prendo punto.
Penso comunque che dipenda proprio dalle situazioni…
si, dalle situazioni e da come sono i nervi della mamma. Se a me in un momento particolare dargli il regalino mi tira fuori d’impaccio e evito sceneggiate…. be’, guardo alla mia salute mentale e non muore nessuno. so che non è il ‘metodo montessori’, però devo anche sopravvivere e soprattutto alla lunga non è che risentano di tutti i regalini fatti. Ogni situazione è diversa. Se hai un terzo (marito, nonni) che in caso di capricci ti tira fuori accollandosi il piagnucoloso, sei salva, se sei sola fai quello che ti sembra più facile per non diventare molesta e cattiva. Meglio un regalino che uno sculaccione che poi diventa un metodo educativo, e io questo proprio non lo voglio nemmeno sentir dire, questo è quello che penso io.
Ma certo che sì! Meglio un regalino che uno scapaccione! Su questo non c’è neanche da discutere, dal mio punto di vista.
Io sono mamma di due bimbi, il primo, un maschietto, è tendente all’iperattività. Un quattrenne che ad un certo punto ha messo molto in discussione il mio essere mamma, e mi ha fatto stare molto male. Ho trascorso un anno intero o forse più dilaniata dai sensi di colpa, complice anche il mondo attorno che non ha pietà per le mamme con figli di questa tipologia. Mi hanno salvata mio marito e la bimba più piccola, mi hanno dato loro la forza. Ora va meglio, i capricci sono limitati. Fino a qualche tempo fa lo chiamavo il manifestante. Per qualsiasi cosa si lanciava per terra e scioperava, steso e a braccia aperte, con aria di sfida. La situazione è migliorata solo quando ho preso in mano la situazione e ho deciso di ignorarlo quando raggiunge l’apice, ma è dura. Non ti dico con che dispiacere, lo stomaco è a livelli di buscopan, ma è l’unico rimedio da adottare:-(
Lizzi, io con il primo non ho avuto particolari problemi, con il secondo, che adesso sembra un angioletto, mi ha fatto passare 3 anni da incubo. Si svegliava di malumore, era sempre in cerca di litigio, nel senso che se non lo assecondavi ti piantava grane…. un incubo. Molti lo avrebbero ‘catalogato’ come bambino amplificato, ma io non voglio etichettare nessuno, a meno che non abbia davvero dei problemi di sviluppo. Credo che ognuno abbia i propri disagi, che siano il non dormire bene (infatti il mio piccolo dormiva pochissimo e per quello era irritabile) io ero particolarmente vulnerabile dopo la seconda gravidanza e lui lo percepiva… insomma tutta una serie di circostanze che contribuiscono a plasmare il bambino rimpiscatole. Dopo i tre anni piano piano la situazione è migliorata, guarda caso proprio quando ha iniziato a dormire ho instaurato un bel rapporto con lui. Sono tante e tali le variabili che quando le mamme etichettano i bambini fanno solo loro del male. Bisogna avere pazienza e stare a osservarli. ma se non hai aiuti intorno, tipo un marito che condivide il tutto (io per fortuna ce l’ho) è molto ma molto difficile.
anche Second é stato una tortura fino ai tre anni anche io mi colpevolizzavo invece adesso sono arrivata alla conclusione che é un rompiscatole é basta! tutto sua mamma
io dipende dai capricci.
se non sono cose esagerate parlo a bassa voce e cerco di parlar loro con lo sguardo.
se i capricci aumentano prima non li calcolo più, e poi passo alla promessa di punizioni.
Non sempre funziona, ma almeno evitiamo le sceneggiate con loro a terra, anche perchè se lo facessero farei finta di non conoscerli
I miei sguardi sono molto eloquenti, ormai li rabbonisco solo con uno sguardo. Adesso, ma quando erano piccoli ero totalmente succube… Crescendo si impara.
La mia è piccola ancora, ma ogni tanto, anzi direi sempre più spesso, quando non ottiene quello che vuole o non sa nemmeno lei cosa vuole (magari è semplicemente stanca) si butta all’indietro “arrampicandosi” addosso iniziando a pigolare, se la prendo in braccio continua a pigolare, se la appoggio all’indietro lasciandola inizia la crisi isterica. Di solito rimango lì vicino aspettando che si calmi, altre volte la distraggo, quando sono stufa perché tipo è la ventesima volta in una giornata continuo a fare quello che devo fare.
Non so quale metodo sia meglio, in cuor mio credo anche io che ignorare non sia il massimo, ma alle volte per quanto mi riguarda è meglio che la ignori che sennò mi parte l’embolo!
Infatti hai ragione, piuttosto che sclerare è meglio ignorare. Per quello credo che la tecnica dell’ignorare sia più una forma di autodifesa delle mamme, e ci mancherebbe, non biasimo nessuno per questo!
Io non l’ho mai fatto col primo ma lo sto facendo col secondo di 22 mesi…e ti assicuro funziona! lui si mette per terra offeso, io lo lascio li’, ovviamente rimango li’ con lui o nelle vicinanze, ma rimango impassibile. Dopo 5 minuti si alza e gli torna il sorriso come prima. Il mio primo figlio, forse scorgendo il mio panico e la mia indecisione, andava avanti anche ore…non e’ questione di non capire i loro bisogni secondo me ma di individuare solo il momento della sfida fine a se stessa che mette alla prova il genitore. Loro testano la nostra sicurezza e dato che di quella hanno bisogno e’ meglio trasmetterla. Ovvio che quando sono ripetuti nella giornata non sempre riesco a mantenermi cosi’ salda, e alle volte mi capita di urlare o di prenderlo in braccio mentre e’ indiavolato, ma ho notato che cosi’ la crisi dura molto di piu’! Poi ci sono bambini piu’ o meno determinati anche nel capriccio….
E’ questione di avere i nervi saldi, infatti, e io non li ho mai avuti. Sono contenta che tu con il secondo sia riuscita.
Tu dici che “se un bambino chiede attenzione e tu non gliela dai, passa il messaggio che lui non sia importante per te”. A mio avviso, un bambino dai 2 anni in poi è in grado di capire che la tua attenzione non è rivolta ai suoi capricci, mentre a lui/lei sì. I suoi capricci non sono importanti, mentre tutto il resto sì. Io cerco di ignorare i capricci, ma offro massima attenzione su tutto il resto. Un abbraccio!
Raffaella, mi rendo conto che le mie teorie come quelle di molte mamme, se non tutte, non sono assoute. Ognuna ha il proprio punto di vista diverso e giustamente imposta l’educazione dei figli secondo le proprie convinzioni. Quello che dici è vero, e sono convinta che funzioni. Peccato che io non lo possa sperimentare per mancanza di nervi saldi
ma mi fido della tua parola!
mia mamma é olandese e vive con mia sorella in Olanda io ci vado ogni anno e quando urlo ai miei figli si girano tutti, mia sorella vuole morire … però posso dirlo i miei figli sono anche i più educati, quindi un urlo contenitivo ogni tanto ci vuole non si può lasciarli fare tutto quello che vogliono solo per mantenere una parvenza di savoir faire
Grazie per il conforto…avevo bisogno di sapere di non essere una pazza scatenata! Giusto ieri sera ho scritto un post “Attimi di delirio…” che riguardava proprio questo argomento…la mia risposta alle tue domande è li’ senza troppi mezzi termini! Io non riesco a fare l’indifferente, proprio per niente!
Grazie ancora!
be’, la condivisione tra mamme serve a questo, per fortuna;)
Io sono abituata al delirio, dentro e fuori casa, in questi giorni mia figlia è altamente instabile.Prima scleravo anch’io, adesso dopo 4 mesi di parent training con uno psicologo, abbiamo imparato a capire quando ha veramente bisogno di essere contenuta, o quando invece deve essere ignorata.Avete letto bene, ignorata.E’ difficile, non immaginate quando, spesso le crisi durano un po’,una volta raggiunto il culmine, inizia il declino e poi tutto torna nella norma.Il comportamento di mia figlia è l’esasperazione del capriccio,quindi laddove è possibile provate anche voi,dopo un po’ cambierà anche il loro modo di porsi. il capriccio è finalizzato ad ottenere una risposta da mamma e papà, se questa risposta non arriva il bambino si rende conto che quel comportamento non è più utile come prima.All’inizio è dura, ma poi i risultati piano piano arrivano!